Recensione del Romanzo: Bellezza Selvaggia di Anna-Marie Mclemore

Buon pomeriggio lettori,
oggi porto alla vostra attenzione la recensione di un libro che avevo recensito nel mio blog Fantasticamente Sognando, che ormai uso sporadicamente. Ho pensato che sarebbe stato interessante riproporvela per sapere che cosa ne pensate e se condividete con me lo stesso pensiero. Questa recensione l’avevo scritta il 20 agosto del 2018, quando avevo appena iniziato a leggere la serie de L’accademia del bene e del male.
Avevo trovato questo romanzo complesso nel suo genere ed oggi come allora sono curiosa di conoscere il vostro pensiero su ciò che andrò a dire.
Vi ricordo inoltre che ciò che leggerete in questo momento, è solo un giudizio personale quindi siete liberissimi di pensarla diversamente da me, anzi sarebbe bello anche fare un confronto sulle nostre diverse opinioni.

Titolo: Bellezza Selvaggia
Autore: Anna- Marie Mclemore
Formato :Copertina rigida / Ebook
Editore: Newton Compton Editori
Serie: Autoconclusivo
                          












Trama
L’amore fiorisce nei luoghi più misteriosi
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.
Da un’autrice pluripremiata
Entra nel magico giardino custodito da generazioni di donne che si tramandano una terribile maledizione

«Romantico e misterioso, questo romanzo evocativo e lussureggiante è un vero piacere per i lettori.»
Kirkus
«McLemore in questo romanzo unisce suspense, folklore, romanticismo e una prosa ricca. Magia pura: feroce, luminosa e fiammeggiante.»
Booklist
«Un racconto vibrante e magico che non si dimentica facilmente… Questa fantastica favola delizierà i suoi lettori.»
Library Journal

Opinioni Personali (No spoiler)
La lettura del romanzo devo dire che è stata a dir poco problematica. Il libro è di una lentezza estrema e devo ammettere che questa fantasia che ha l’autrice, seppur partita con le più buone intenzioni, tende irrimediabilmente a confondere il lettore. Lo confonde fin dall’inizio con la sua narrazione lenta, che a parer mio alcune cose le poteva anche togliere e semplificare la storia che è già abbastanza complicata di suo. Soprattutto non avrebbe dovuto ripetere cinquantamila volte le stesse cose. Dunque mi chiedo ma se la storia è in terza persona perché poi molte volte la scrittrice cambia punto di vista? Così forse non si crea ancora più confusione? 
Boh!
L’inizio della storia parte con Estella, le sue sorelle e la sua famiglia composta da mamme, nonne (e parenti femminili vari) dove ci viene spiegato come funziona il loro legame con la terra, con il fatto che i mariti/compagni di sesso maschile scompaiano all’improvviso e sul loro amore verso la loro amica Bay che è una delle proprietarie di questa tenuta, quindi loro stanno lì per lavorare da quanto ho potuto capire.
Quando arriviamo al secondo capitolo,rimaniamo spiazzate perché cambia irrimediabilmente punto di vista e ci ritroviamo ad essere confusi perché diciamo ” ma se prima è andata da una parte, come mai ora è qui? che cosa è successo? ” e poi capiamo subito che l’autrice ha integrato il nuovo protagonista senza dircelo! Io avrei messo subito in chiaro che quello sarebbe stato un nuovo personaggio e non dopo, perché la confusione sale soprattutto quando i punti di vista non riescono ad essere più riconoscibili. Infatti da qui conosciamo, Fel il nuovo protagonista che l’autrice avrebbe dovuto presentare ed integrare bene nella storia, ma non è stato così … purtroppo!
La storia procede con diversi punti di vista sempre alternati, a volte in modo giusto e a volte in modo sconnesso. Sicuramente per capirlo meglio è necessario una seconda lettura, che io assolutamente non farò perché è veramente troppo brutto a mio parere, ma chissà se un giorno non mi verrà  l’idea di rileggerlo una seconda volta per capire se il mio giudizio rimarrà lo stesso.
Oltre a trovarlo confusionario, l’ho trovato anche noiosissimo perché tutta la storia è sempre svolta nello stesso posto, tranne qualche piccola fuga ma essa persiste sempre e solo nella Pradera ( il posto dove la storia è ambientata).  Infatti è veramente estenuante leggere una storia svolta sempre nello stesso giardino se non succede nulla di eclatante tranne alcuni fatti che si son verificati ma di poco conto. A volte  i fatti accaduti sono descritti in un modo troppo veloce e confusionario, altri in modo sorprendente.
Si ammetto che la fine è sorprendente perché finalmente sono arrivata alla fine del libro.
Cosa alquanto complicata è la maledizione che hanno queste donne: ovvero, non possono uscire dalla Pradera se hanno l’intenzione di scappare altrimenti muoiono. In pratica devono stare sempre lì a curare questo prato per il resto della vita. La maledizione non si ferma qui, infatti già sono in una situazione disagiata … peggioriamo la situazione e facciamo pure scomparire gli uomini che amano. Dunque gli amanti scompaiono e loro non potranno mai continuare la loro discendenza, quindi queste cinque figlie sono le ultime che avranno a che fare con questa maledizione.
Fin qui non ho nulla da obiettare ma durante la lettura queste donne vanno a comprare ciò che a loro occorre ed escono fuori dalla Pradera, addirittura una pensa alla fuga. Ora mi chiedo ma … se io sono fuori la Pradera, posso scappare oppure il potere di questa terra mi trascina nuovamente al mio posto se non sono nel suo territorio? 
Questa rimarrà una questione irrisolta.
In ogni caso perché parlo così? 
Verso la fine succede una cosa talmente assurda che non c’entra nulla con la magia, almeno non direttamente e se riguarda qualche strana magia … la questione è stata gestita male e leggere una cosa del genere per me è inconcepibile. 
Quello che si andrà a scoprire, non credo si possa definire maledizione ma credo abbiano avuto un lavaggio del cervello potente. L’autrice secondo me si è dimenticata il vero senso della fiaba dato che questo romanzo è stato pensato al modello della fiaba.
Ma che fiaba è? 
Una fiaba confusa che non sa di fiaba. La magia si limita ai fiori e la maledizione è un invenzione pura delle loro menti. Il cattivo è uno che potrebbero uccidere in un attimo eppure non fanno niente e vengono sottomesse a lavori forzati. I personaggi sono deboli e si fanno sfruttare da lui che non ha alcun potere su di loro!
 Le donne che hanno questa maledizione inoltre vengono scoperte e cacciate perché sono diverse e creano fiori. Perché allora l’autrice non ha messo che venivano sfruttate magari per i loro poteri? Che senso ha metterle rinchiuse in una terra che in teoria li controlla ma in realtà non è assolutamente vero? Poi tutta questa loro paura finisce così? Perché? I problemi che avevano prima ora sono scomparsi? Va bene, in parte si, ma se loro sono maledette dalla terra appena sono entrate, dovrebbero rimanere comunque nei loro confini e non dovrebbero muoversi.
Ho letto una storia che si basava sulle sirene, si chiama The Siren di Kiera Cass e anche in questa storia le sirene erano simili a queste ragazze, ovvero che dovevano stare nei confini e non abbandonare in questo caso il mare perché esso li controllava e poteva anche ucciderle. Il libro ha avuto un senso! La liberazione ha avuto un senso. Non cambia molto da questo romanzo che ho letto e che tratta di piante. 
Io penso che Bellezza Selvaggia sia ispirata in modo più confuso a The Siren e vi spiego i motivi:
– sono tutte ragazze che hanno dei poteri e sono creature magiche;
– stanno in un habitat che li costringe a rimanere in quel posto altrimenti vengono uccise;
– incontrano un ragazzo che gli cambia la vita e grazie a lui in un certo senso vengono spinte a liberarsi dalla maledizione;
– il cattivo è l’habitat stesso da come si può intuire;
e poi c’è un altro motivo che non posso citare altrimenti farei spoiler.
Il romanticismo tanto acclamato è scialbo. 
Il mistero svanisce già dal primo capitolo perché ormai capiamo chi è il vero nemico della protagonista e chi ha causato la maledizione; anche se effettivamente non si capisce bene il motivo del perché questa terra le abbia maledette. In fondo mica è colpa loro ciò che è accaduto in passato!
La magia è quasi inesistente tranne per questi fiori che vediamo e per le cure che fanno alla tenuta. Di certo questo romanzo non verrà davvero dimenticato facilmente a causa di ciò che ha scaturito in me. Non credo che leggerò altre storie di Anna-Marie Mclemore ma soprattutto non acquisterò più un suo libro perché questo mi è bastato e se questo è davvero il suo stile devo ammettere che decisamente non fa per me. 
Inoltre viene classificato come fantasy quando in realtà è un semplice romanzetto rosa con una spruzzata di magia dato che come ho già detto l’azione è andata a farsi un giro, l’avventura è andata perduta e credo che dovremo rivolgerci a Indiana Jones per recuperarla un po’. 
La lentezza fa invidia ai Promessi Sposi di Manzoni, e penso che la Divina Commedia sia più movimentata di questo libro. Non sono neanche paragonabili ma veramente ha deluso le mie aspettative e ferito i miei sentimenti più profondi.
I personaggi sono descritti in maniera poca approfondita: una cosa però è certa all’autrice piace il numero cinque dato che vi sono cinque cugine, cinque mamme, cinque sorelle, cinque nonne, poi vi sono la ragazza Bay e il fratello Reid, e il nuovo arrivato Fel. Nessuno di questi a parte le cose che vi ho detto sopra è stato ben caratterizzato e neanche la storia d’amore, se si può definire tale dato che i personaggi sono tutti piatti.
Le descrizioni degli ambienti è stata poco approfondita e credo che anche questo abbia favorito la confusione nella storia. L’unica cose che troverete sarà il fatto che si parlerà molto di fiori in modo sempre più confudo e saranno fatte molte descrizioni su di essi. Troppe!
Lo spagnolo mescolato un po’ all’italiano mi ha un po’ fatto storcere il naso perché non sono spagnole quindi non ha senso mettere tutti questi nomignoli come boraja al posto di borragine. 
In ogni caso l’idea di partenza dell’autrice era buona, la copertina abbastanza accattivante perché cattura subito l’attenzione, ma la storia poteva esser elaborata meglio. Doveva avere più magia, esser spiegata in modo migliore per dare un po’ di spazio alle coppie che si sono formate.
Riuscire soprattutto a dare un senso:
– alla storia d’amore che invece scarseggia.
– un carattere più incisivo a Reid.
– una spiegazione sulle dinamiche della maledizione della Pradera e su altre cose che non posso dire.
– regalarci un finale migliore e meno confudo.
Doveva alternare i punti di vista mettendo per scritto il nome tipo ” Estella” o ” Fel” perché poi fra le pagine uno si perde. Non doveva mischiare i punti di vista nello stesso capitolo e doveva caratterizzare meglio tutti i personaggi presenti-
Lo so, sono ripetitiva ma questo romanzo mi ha fatto veramente arrabbiare!
Mi fa arrabbiare soprattutto il fatto che l’autrice aveva la potenzialità di creare una storia veramente avvincente se solo avesse lasciato da parte tutte le cose inutili che ha messo mentre ha lasciato le parti più importanti al caso.
I personaggi piatti non servono a nulla! Le descrizioni dei fiori troppo a lungo stancano! Era necessaria una descrizione migliore di tutto quanto ma in modo chiaro! Regaliamo ai personaggi una buona caratterizzazione e diamo un senso fino alla fine a un romanzo.
Per concludere, non credo che acquisterò veramente mai più un suo libro perché sono profondamente delusa dall’aspettativa che avevo per questo romanzo.

Valutazioni Finali
  • Tempo impiegato: Circa un mese.
  • Voto : 3/10. L’idea è buona ma gestista male.
  • Lettura : Lentissima e confusa. 
  • Copertina : 7/10. La cover è molto bella peccato per il contenuto.
  • Ambiente : 1/10.  Sinceramente non so neanche dove siamo, tranne che in questo prato.
  • Personaggi : 2/10. I personaggi sono caratterizzati in modo pessimo
  • Storia : 3/10. Idea buona ma gestita in modo desolante.
Mi dispiace per queste recensione negativa ma non potete capire quanto mi ha devastata questa lettura.
Buona Lettura!
A presto,
Beatrice



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