Recensione del Romanzo: La regina del nord ( la duologia) di Rebecca Ross)

Buongiorno lettori,
oggi porto alla vostra attenzione la recensione di una duologia che ho letto a gennaio. Sto parlando naturalmente della serie de La regina del Nord, una duologia fantasy uscita per l’editore Piemme.

Titolo: La regina del Nord 
Autore: Rebecca Ross
Formato :Copertina rigida / Ebook
Editore: Piemme 
Serie: Duologia  
La regina del Nord #1 (16/10/2018)  








Trama

Così ci prepariamo alla guerra. Non con la spada o con lo scudo, né con l’armatura. Siamo pronte perché siamo sorelle in arme, perché il nostro legame è più profondo del sangue. E risorgeremo per le regine del passato, e per quelle che ancora devono venire. Regno di Valenia, 1566 Sono passati sette anni dall’arrivo di Brianna nella prestigiosa Magnalia, la scuola per giovani prescelte che ambiscono a perfezionare la propria vocazione ed essere adottate da un patrono. Brianna però è l’unica allieva a non aver mai mostrato doti particolari e, se non fosse stato per l’enigmatico maestro Cartier, non avrebbe trovato la sua vocazione tra Arte, Musica, Teatro, Eloquenza e Sapienza. Ma alla cerimonia finale, il peggior timore della ragazza diventa realtà, e Brianna rimane l’unica senza un patrono. Ancora non sa che dietro allo spiacevole imprevisto si cela la sua più grande fortuna. Lo scoprirà solo quando un misterioso nobile – troppo esperto con la spada per essere un semplice protettore – la sceglierà. Brianna si troverà allora dentro un vortice di intrighi e piani segreti per rovesciare il re e ripristinare sul trono l’antica legittima monarchia, tutta femminile. Perché ci fu un tempo in cui sul Nord regnavano le regine. Ed è ora che quel tempo ritorni.

Opinioni personali ( No spoiler)
Quando decisi di leggere questo libro ero abbastanza scettica perché per alcune parti la trama mi ricordava molto una nuova versione di Harry Potter, solo meno magica. Questo tutt’ora lo penso ed è forse anche per questo motivo che questo libro mi è piaciuto molto. La storia non è originale e come diceva lo si nota dalla trama tranquillamente, quindi quando lo acquistai sapevo già che questo libro mi sarebbe piaciuto, e così è stato.
Come si apprende dalla trama ci troviamo nel regno di Valenia, dove la nostra protagonista Brianna frequenta questa scuola speciale dove ognuno può perfezionare la propria vocazione. Infatti c’è chi è portata per l’Arte, chi per la Musica, chi per il Teatro, chi per l’Eloquenza e chi per la Sapienza. Brianna dopo vari anni trova la sua strada apprendendo l’arte della Sapienza, grazie al Maestro Cartier, un uomo dal passato misterioso. Ogni ragazza dopo sette anni verrà adottata da un patrono come figlia ma Brianna alla cerimonia non verrà scelta da nessuno e quando successivamente lo sarà, imparerà l’uso della spada e si ritroverà in un vortice di intrighi che la condurranno a scontrarsi contro il re di Maevenia, un regno vicino, per ripristinare l’ordine e portare la regina legittima sul trono perché una volta erano le regine a governare.
La trama promette bene nonostante alcune similitudini con altre saghe. Ho trovato il libro molto scorrevole ma nelle vicende che si susseguono ho trovato le azioni un po’ lente e statiche. La storia è carina e misteriosa specialmente quando Brianna inizierà ad avere delle visioni veramente strane e da lì inizierà la vera avventura.
La storia è ambientata in questo regno chiamato Valenia, dove le passioni hanno ampio spazio e ci si specializza per poi insegnarle. La Maevenia invece è un regno vicino dove esiste solo l’arte della spada ( non so perché ma a me ha ricordato tantissimo la storia dei vichinghi).
Non ho letto la serie de ” Il trono di spade” solo la serie tv e posso dire che ci sono alcune parti simili, specialmente quando nella storia inizieranno ad entrare i casati ed i vari scontri fra essi. Quindi non è molto originale neanche sotto questo punto di vista.
Brianna, la nostra protagonista è abbastanza forte e intelligente che si fa rispettare, ma soprattutto mostra subito il suo caratterino. Il rapporto con il Maestro Cartier mi è piaciuto molto ed è stato veramente ben gestito.
La parte romantica è minima ma Brianna e Aodhan mi sono piaciuti molto in questo libro. Si vedeva dall’inizio che erano in qualche modo da sempre in sintonia. Si sono sempre capiti e aiutati ma soprattutto sono dolcissimi.
Il primo volume de La Regina del Nord mi è piaciuto molto nonostante le varie somiglianze che si notano chiaramente. Sicuramente ce ne sono altre ma resta comunque un bellissimo libro da leggere per passare del tempo in armonia perché racconta di una bella storia dopotutto. Infatti quando l’ho finito non vedevo l’ora che uscisse il secondo volume.
Purtroppo per me le aspettative del secondo volume, L’ombra  della Rivolta sono affondate nel mare infinito della mia delusione. Infatti il libro è carino ma decisamente non è all’altezza del primo volume. Credo sia troppo lento e alcune parti in cui la scrittrice si è dilungata sono inutili. Sembra una serie tv in stile Beautiful perché ogni tanto spunta una sorella, un figlio, uno zio, un nipote e altri vari parenti. La storia è troppo prevedibile, tanto che a un certo punto mi sono chiesta se stavo leggendo un romanzo giallo: la colpa è sempre del maggiordomo!
Alcune scene poi erano veramente assurde: un bambino elude le guardie dove ci sono dei prigionieri pericolosi, libera questa persona e fa altri danni assurdi e nessuno si accorge di nulla. Mi domando che tecnica di addestramento quelle guardie abbiano ricevuto, dato che vengono sconfitte in un modo così inverosimile. Apprendiamo quindi che un bambino sconfigge guardie addestrate e pericolosissime in un sotterranei. Io nel frattempo mi domandavo: ma cosa sei Jackie Chan? 
Succede comunque così tante volte che rasenta i limiti dell’assurdo.
Il libro quindi è troppo prevedibile, carino ma non abbastanza bello da superare il primo. Infatti per me il primo resta un romanzo superiore che mi ha emozionata moltissimo al contrario del secondo che mi ha veramente fatto girare i nervi.
Perfino il rapporto fra Aodhan e Brianna è diverso, statico. L’amore c’è ma è scritto con meno emozione rispetto al primo.
Per fortuna che verso la fine il libro recupera punti, perché diventa più dinamico. veloce e con più azione. Aodhan mostra il suo carattere che per metà libro teneva nascosto ( o meglio non riusciva più a ricordarsi che fosse un personaggio con tanta forza nel primo libro), e finalmente riesce a recuperare la situazione pietosa.  Mi ha deluso molto il fatto che i personaggi assumano dei comportamenti un po’ diversi rispetto al primo libro. Capisco che uno sia tormentato ma c’è un limite a tutto e se i due protagonisti devono tenere alto il morale nel libro ( dato che ci sono due punti di vista) almeno che riescano a mantenere i loro caratteri in modo giusto e non in questo modo inverosimile.
Consiglio questa duologia a chi ha voglia di approcciarsi al genere fantasy per la prima volta perché cattura ed effettivamente se fossero stati i miei primi libri li avrei adorati, ma ne ho letti molti così e non posso dire che siano originali o meravigliosi. Mi sono piaciuti, chi più e chi meno, ma non mi hanno fatto impazzire. Per chi certa poi un fantasy con un pizzico di romanticismo lo trovate ma è veramente poco anche se ci sono alcune scene veramente carine. Si è forse cercato di creare un epic fantasy ma con scarso risultato perché è una lettura senza troppe pretese. A tratti è un po’ banale, a causa di scene poco chiare ma dopotutto racchiude una storia carina.
Non lo rileggerò una seconda volta.

Punti di forza del primo libro
La protagonista ha un carattere forte e il rapporto con il suo Maestro mi è piaciuto molto;
– Il mistero che aleggia intorno alla protagonista mi piace molto;
– Non è prevedibile.
Punti negativi del secondo libro
 – La versione fantasy di Beautiful;
– Lento e molto prevedibile;
– Rimangono in sospeso diverse parti, quindi non è molto chiaro.

Valutazioni finali
  • Tempo impiegato: 10 giorni ciascuno.
  • Voto: 7/10
  • Lettura: In alcune parti è scorrevole mentre il altre è lenta.
  • Copertina: 10/10. Le copertine sono belle perché richiamano i colori che vengono citati nella duologia. L’azzurro è il colore della sapienza e il viola è il colore  di un casato che scoprirete se leggerete questi libri.
  • Ambiente: 10/10. Caratterizzato veramente bene, in entrambi i libri, tanto da pensare che la scrittrice si sia più concentrata sulla descrizione piuttosto che sui dettagli della storia. Ci fa conoscere gli usi e i costumi di questi posti magici che richiamano le antiche leggende.
  • Personaggi: 7/10. Nel primo libro sono caratterizzati veramente bene, peccato che nel secondo si comportino in modo diverso, quasi innaturale. Il Maestro Cartier come insegnante si dimostra severo ed esigente, ma è una brava persona. Brianna ha delle grandi potenzialità che nel secondo libro sono state un po’ messe a repentaglio da una caratterizzazione a mio parere  che non rispecchia a pieno il personaggio. Stessa evoluzione riguardo Aodhan. Jourian, Luc e Merei sono dolci, bravi,  protettivi e mi sono piaciuti molto. Isolde si è rivelata una grande sorpresa. Neeve e Sen, sono apparsi poco e credo siano stati utilizzati più come contorno. I veri protagonisti sono Ewan e Keela che hanno portato la storia ad un livello assurdo ed è specialmente a causa di Ewan, per quanto dolce sia, che la storia è diventata molto assurda. Lilè molto dolce ma poteva esser gestita meglio, visto che non la conosciamo per niente bene.
  • Storia: 10/10. Per niente originale ma carina. I colpi di scena sono pochi e prevedibili.

Spero di non offendere nessuno con questa recensione ma avevo altissime aspettative riguardo questa duologia. Sono rimasta delusa dal rapporto di Brianna con Aodhan, dato che lui non mostra neanche un segno di gelosia quando qualcuno chiederà la sua mano. Si nascondono segreti solo perché chi governa non vuole e no, per me in coppia ci vuole sincerità e fiducia. Io non ho trovato nulla di questo nel secondo volume, mentre nel primo era evidente il loro rapporto. Certo la scena finale del secondo è molto bella e riprende il primo volume, ma io mi chiedo … perché la scrittrice non si è forzata di rendere più verosimili i caratteri che aveva scritto in precedenza?

Buona Lettura!
A presto,
Beatrice











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