Review Party: Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente di Suzanne Collins

Buon pomeriggio lettori,
oggi porto alla vostra attenzione la recensione del tanto atteso libro, che è stato pubblicato in Italia (in contemporanea con gli Stati Uniti), con il libro che ci riporterà nel mondo di Panem sessantaquattro anni prima degli eventi che hanno visto protagonista Katniss Everdeen.
Hunger Games. Ballata dell’usignolo del serpente è un libro distopico che merita di esser letto da tutti. In occasione dell’uscita del prequel non ho potuto far a meno di organizzare un review party dedicato alla mia serie distopica preferita. La Collins ha dichiarato che l’idea per Hunger Games è stata conseguenza di un momento di zapping televisivo e che il servizio di suo padre nella guerra del Vietnam l’ha aiutata a comprendere le emozioni derivanti dalla paura di perdere una persona amata.
 Prima di procedere alla recensione ringrazio la Mondadori per avermi affidato il compito di organizzare il review party di Hunger Games. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo a questa nuova avventura che non finirà qui. Ringrazio la mia amica Yelena Zerulo che gestisce il blog La libreria di Yely per stare al mio fianco in ogni evento! Infatti ci ritroverete tutti insieme in nuovi eventi perché l’unione fa la forza e aver trovato tante persone così brave e preparate con una grande passione per la lettura mi riempie di gioia. Ringrazio le ragazze che hanno realizzato la grafica per il blog e per instagram!

                                                       
Titolo: Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente #0.5

Autore: Suzanne Collins

Formato : Copertina rigida /  Ebook
Editore: Mondadori
Serie: Saga
Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente #0.5
Hunger Games #1
Hunger Games La ragazza di fuoco #2
Hunger Games Il canto della rivolta #3

Trama

L’AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, 
MA 
IL POTERE HA UN PREZZO
È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.
Opinioni personali ( No spoiler)

Quando ho saputo che doveva uscire un nuovo romanzo sulla serie di Hunger Games non ho potuto far a meno di sperare che fosse incentrato sulla vita di Peeta e Katniss al distretto 12. Suzanne Collins, però, si accontenta e scrive un nuovo libro incentrato sul presidente Snow, un personaggio cattivo ma decisamente ben strutturato e per quanto sia stato cattivo è stato un bel personaggio molto forte, crudele, spietato e decisamente vendicativo.
Questo libro, decisamente inaspettato, mi ha colpito per la sua crudeltà. Infatti rispetto alla trilogia qui la storia è molto più cruda e violenta. Decisamente è un libro buio con tanta crudeltà, che pare quasi come ricevere un pugno nello stomaco per gli argomenti trattati. Ho pensato ben tre giorni, prima di scrivere questa recensione perché sinceramente non sapevo proprio che cosa dire. Infatti la mia recensione sarebbe di tre parole: bello, crudo e violento.
Un libro non facilmente dimenticabile e decisamente violento, forse è il libro più violento che ho nella mia stessa libreria, ma dannatamente intrigante e bello. Qui incontriamo Snow, uno Snow giovane decisamente affascinate ma decisamente cattivo. Sono contenta che l’autrice non ha snaturato il personaggio per renderlo amabile, ma piuttosto si è voluta concentrare sulla sua evoluzione. Da povero ragazzo con poca disponibilità economica, a mentore, e ad arrampicatore sociale. Snow con la sua furbizia e con tutta la sua malignità, simile a quella di un serpente è riuscito ad arrivare sino ai piani alti pur di diventare presidente.
La malvagità di Capitol City è decisamente peggio di quella della trilogia, vi lascio solamente pensare che i tributi non avranno una stanza in un bel palazzo tutto moderno ma piuttosto in una gabbia allo zoo, dove verranno scaricati tramite un tunnel. Lì rimarranno per giorni senza mangiare, se non quello che gli portano i visitatori dello zoo. Stanno in una gabbia sudicia, dormono lì, mangiano lì e purtroppo muoiono lì. In mezzo a topi e sporcizia, con lo stomaco vuoto, ecco chi sono i tributi che parteciperanno agli Hunger Games. Alcuni moriranno ancor prima di partecipare.
Per me questo è atroce! Atroce! Atroce!
Non finirò mai di dirlo ma per me questo libro è stato un colpo al cuore. Bello ma decisamente malvagio, che mostra una realtà crudele dove la violenza e il potere ha la meglio su tutto. Un distopico decisamente forte che forse anche chi non è amante del genere riuscirebbe ad apprezzare per i messaggi che trasmette.
Questo libro fa riflettere e fa capire a quanto può arrivare la cattiveria umana. Mi ha fatto soffrire così tanto questo romanzo che ora sono curiosa di capire perfino come sarà realizzato il film.
Questo libro inizia in pieno giorno in una giornata particolare, ovvero è la decima edizione degli Hunger Games e Snow, diciottenne si prepara perché deve partecipare ai Giochi in qualità di mentore e non può rifiutare perché questa è l’unica possibilità di accedere alla gloria visto che la famiglia degli Snow non è poi così potente come un tempo ed ora il destino della casata è nelle mani del giovane Coriolanus Snow.
Il distretto che gli sarà affidato è il 12, quello più debole e in sorte gli è toccata la femmina della coppia dei tributi. Qui il destino dei due giovani si intrecciano e ogni scelta di Corionalus influenzerà i successi e gli insuccessi della ragazza. Dentro l’arena ci sarà un duello all’ultimo sangue e fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e quello di soppravvivere ad ogni costo.
Sinceramente non posso dire molto di questo libro ma ammetto che a me il personaggio di Snow non è proprio tra i miei preferiti, ma questo libro me l’ha fatto in qualche modo digerire un po’ di più. In questo romanzo capiamo come lui è cambiato, come il potere tende a cambiare le persone, tanto da rifiutare l’amore.
In questo libro incontreremo alcuni dei personaggi che conosciamo, tra cui Tigris e capiamo meglio la parentela fra i due: sono cugini. Una notizia spiazzante e abbastanza rallegrante perché capiamo che non tutta la famiglia fosse a questo punto cattiva come lui. 
Conosceremo anche nuovi personaggi che andremo a conoscere durante la storia e devo ammettere che tutti sono caratterizzati alla perfezione. Il personaggio che a me è piaciuto tanto è Lucy perché è una ragazza forte e dolce, un po’ pazzerella ma abbastanza ribelle che colpirà il cuore di Snow in pieno e anche tutti noi.
Mi sono piaciuti i parallelismi fra la trilogia di Hunger Games e il prequel, specialmente la parte delle canzoni che in alcuni casi verranno poi cantate da Katniss. Ho amato ogni singola pagina di questo libro solo per il fatto di esser tornata in mezzo a questa distopia me ho odiato ogni singola violenza dentro questo romanzo perché realmente questo libro è molto più crudo della trilogia.
Andrete a conoscere come verranno organizzati gli Hunger Games e noterete i cambiamenti dal primo show a quello attuale. In questo romanzo si parla proprio della progettazione degli Hunger Games e capirete quanto Snow è subdolo e cattivo nelle sue idee.
Arriverà perfino a tradire la persona più cara pur di salire al potere e devo dire che l’autrice ha centrato il segno con questo libro. Suzanne Collins infatti non ha creato un libro per far amare Snow, l’ha creato per far riflettere, per far capire a quanto male si può arrivare pur di ottenere ciò che si vuole. L’evoluzione degli Hunger Games poi è il punto forte del romanzo, perché ci fa capire che cosa vi è dietro, tutte le strategie che sono state attuate.

Mi sono emozionata, mi ha fatto arrabbiare e mi ha fatto sospirare, tanto che come ho detto non sapevo neanche cosa scrivere. In fondo che cosa si può scrivere di un libro che è così dannatamente bello e incredibilmente affascinante proprio per le emozioni che riesce a far emergere in ognuno di noi? Hunger Games si riconferma la mia saga preferita in assoluto.
Per concludere spero che la mia recensione sia stata esaustiva nel spiegare quanto io ho amato questo libro e per certi versi anche odiato per avermi fatto suscitare tutte queste emozioni contrastanti. Naturalmente è uno di quei libri che va letto almeno una volta nella vita, nel mio caso lo rileggerò nuovamente un centinaio di volte come la trilogia che rimane comunque sul podio insieme a questo volume. Ora io non posso far altro che sperare che la Collins ci regali qualche altra nuova storia incentrata su Katniss e Peeta perché è di loro che ora ho immensamente bisogno.
Vorrei sapere che cos’è accaduto dopo e che cosa gli aspetta. Se è vero che tutto è finito così oppure se qualche altro dittatore si farà avanti e se ancora una volta la nostra ghiandaia imitatrice insieme al ragazzo del pane riusciranno a risolvere la situazione.
Ora vi lascio a La ballata dell’usignolo e del serpente, un libro difficile da dimenticare e affasciante dal quale è impossibile staccarsi. Non vi lasciate impietosire dalle tante pagine perché è talmente scorrevole che come me lo finirete in un giorno.
Infatti, in realtà ho impiegato più tempo a scrivere la recensione!

Valutazioni finali
  • Tempo impiegato: Un giorno.
  • Voto: 10/10
  • Lettura: Scorrevole
  • Copertina: 10/10.  Uguale all’orginale, ricca di dettagli che ho apprezzato veramente tanto. Il verde poi è il mio colore preferito! 
  • Ambiente: 10/10. Le descrizioni riguardo all’ambiente sono talmente tanti che che è impossibile non conoscere alla perfezione dove ci troviamo e che cosa accade intorno a noi. Impressionante è lo stile con cui la scrittrice descrive ogni cosa e la rende reale, specialmente la violenza.
  • Personaggi: 10/10. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e abbiamo subito idea del loro carattere. Ci sono alcuni personaggi che mi sono entrati subito nel cuore, come Lucy. Mi è dispiaciuto perdere un personaggio che sinceramente mi stava piacendo anche piuttosto tanto, ma non posso rivelare il suo nome altrimenti farei spoiler.
  • Storia: 10/10. Una storia cruenta, forte di un futuro violento che fa rifflettere. Un distopico che non può mancare nella libreria di ognuno di voi perché merita di essere letto. Inoltre è interessante capire l’evoluzione che vi è stato dietro la costruzione degli Hunger Games.
Andate a leggere le recensioni delle mie colleghe e possa la fortuna esser sempre a vostro favore!

Buona Lettura!
Beatrice

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