Review Party: Hunger Games. Il canto della rivolta di Suzanne Collins #3

Buonasera lettori,
oggi porto alla vostra attenzione la recensione del terzo volume della trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins. Un libro distopico che merita di esser letto da tutti. In occasione dell’uscita del prequel che uscirà il 19 maggio … il giorno del mio compleanno! Non ho potuto far a meno di organizzare un review party dedicato alla mia serie distopica preferita. La Collins ha dichiarato che l’idea per Hunger Games è stata conseguenza di un momento di zapping televisivo e che il servizio di suo padre nella guerra del Vietnam l’ha aiutata a comprendere le emozioni derivanti dalla paura di perdere una persona amata.
 Prima di procedere alla recensione ringrazio la Mondadori per avermi affidato il compito di organizzare il review party di Hunger Games. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo a questa nuova avventura che non finirà qui. Ringrazio la mia amica Yelena Zerulo che gestisce il blog La libreria di Yely per stare al mio fianco in ogni evento! Infatti ci ritroverete tutti insieme in nuovi eventi perché l’unione fa la forza e aver trovato tante persone così brave e preparate con una grande passione per la lettura mi riempie di gioia. Ringrazio le ragazze che hanno realizzato la grafica per il blog e per instagram!

Titolo: Hunger Games. Il canto della rivolta #3

Autore: Suzanne Collins
Formato :Copertina rigida / Flessibile/ Ebook
Editore: Mondadori
Serie: Saga
Hunger Games La ballata dell’usignolo e del serpente #0.5
Hunger Games #1
Hunger Games La ragazza di fuoco #2
Hunger Games Il canto della rivolta #3

Trama
Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno. Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. 
Comincia la guerra. Quella vera. 
Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata.

Opinioni personali ( Spoiler)
Il canto della rivolta, terzo capito della serie di Hunger Games è quello che mi ha fatto più soffrire in assoluto. Ho versato molte lacrime per tutte le cose che accadono e ricordo che la prima volta che lo lessi lo finii in un giorno perché non riuscivo a staccarmi e volevo sapere tutto ciò che sarebbe accaduto. Mi importava soprattutto del ricongiungimento fra Katniss e Peeta al distretto 13, ma quanto ho dovuto penare in quelle pagine. Non avevo mai pianto per una lettura e ricordo bene che con questo volume ho iniziato a piangere come una stupida. Questa volta non è stato diverso, infatti ho pianto anche durante la rilettura come se fosse la prima volta.
Al contrario del film, il libro si apre immediatamente con Katniss che visita il distretto 12, ed osserva come le bombe di Snow abbiano distrutto tutto, compresa la panetteria dei genitori di Peeta. L’unica parte del distretto rimasta integra è il Villaggio dei Vincitori, dove Katniss trova una rosa bianca fresca, lasciata da Snow.

Mi guardo le scarpe e osservo il sottile strato di cenere che si
deposita sulla pelle logora. Qui è dove c’era il letto che dividevo con
mia sorella Prim. Laggiù c’era il tavolo di cucina. I mattoni del
camino, crollati in un mucchio carbonizzato, fanno da punto di
riferimento per il resto della casa. Come potrei orientarmi altrimenti,
in questo mare di grigio?
Non rimane quasi nulla del Distretto 12. Un mese fa, le bombe
incendiarie di Capitol City hanno distrutto le misere casupole dei
minatori di carbone del Giacimento, i negozi della città, persino il
Palazzo di Giustizia. Solo la zona del Villaggio dei Vincitori è
scampata all’incenerimento, non so bene per quale motivo. Forse
perché chi è costretto a venire qui in rappresentanza per conto di
Capitol City abbia un posto piacevole in cui stare. L’occasionale
giornalista. Una commissione incaricata di valutare le condizioni
delle miniere di carbone. Una squadra di Pacificatori in cerca di
profughi che ritornano.
Ma non ritornerà nessuno, a parte me. E anch’io sono qui solo per
una breve visita. Le autorità del Distretto 13 erano contrarie al mio
ritorno. Lo consideravano un azzardo costoso e inutile, dato che
almeno una dozzina di invisibili hovercraft volteggia sopra la mia
testa per proteggermi e non ci sono informazioni da ottenere. Però io
dovevo vedere con i miei occhi, al punto che l’ho posto come
condizione per la mia collaborazione a qualunque loro piano.
Vediamo quindi Katniss, distrutta e provata per tutta la soluzione ma con una gran voglia di combattere e di uccidere Snow, per ciò che ha fatto: al distretto, a Peeta ed a tantissime altre persone che nel corso del libro perderà. Vediamo comunque che il suo spirito da combattente esce fuori quando si ritroverà nel distretto 8 e gli hovercraft bombardieri distruggeranno l’ospedale. Lei e Gale con delle frecce speciali ne colpiranno alcuni e la fiamma spenta si accenderà. 
“Se noi bruciamo, voi bruciate con noi”
Questa è la scintilla che tutti aspettavano specialmente la Coin che non voleva salvare Katniss dall’arena ma Peeta, ma si renderà conto che Katniss è l’unica in grado ad accendere gli animi e coinvolgerli alla rivolta. 
In questo romanzo ci saranno tantissimi colpi di scena, imprevisti, sorprese e tante lacrime perché il canto della rivolta ci distrugge, specialmente quando vediamo le interviste di Peeta, dove attraverso Katniss capiamo le torture che purtroppo gli stanno infliggendo. Snow infatti è subdolo, cattivo e tortura Peeta tanto da depistare la sua mente, così che quando finalmente saranno insieme con Katniss lui tenterà di ucciderla.
Naturalmente grazie a persone di fiducia Peeta riuscirà a stabilizzarsi, e Katniss riuscirà finalemente a capire chi ama. Un sentimento talmente forte che non avrebbe mai creduto di provare per nessuno, specialmente perché non avrebbe mai voluto dei figli con la paura che finissero gli Hunger Games, ma ora che una nuova speranza apre le porte, anche il suo cuore seppur distrutto è pronto a riconoscere l’amore rimasto sepolto per troppo tempo.
La lettura di questo romanzo è molto scorrevole come ho già detto e  non si può non amare, certo è che alcune parti risultano leggermente lente ma ci aiutano a capire com’è organizzato il distretto 13 e ciò non mi è dispiaciuto anzi l’ho apprezzato. Certo che l’idea di vivere sotto terra con un programma personale non mi entusiasma poi così tanto, alla fine non vi è troppa differenza tra la Coin è Snow, sono entrambi dei dittatori che obbligano le persone a fare qualcosa solo perché vogliono il potere.
Questa volta essendo l’ultima recensione sulla trilogia mi voglio dilungare a parlarvi dei personaggi che mi sono rimasti più impressi.
La Coin è il capo del Distretto 13 e più volte dimostra che avrebbe voluto salvare Peeta e non Katniss. Subdola e furba, durante le vicende che accadono nel libro accade che si proclamerà presidente ad interim di Panem. Una mossa decisamente astuta che a me ha fatto subito sorgere il dubbio di qualcosa di strano, ed infatti se leggere il libro capirete bene che la Coin non è proprio così buona come appare. Lei infatti si rivela semplicemente come un nuovo antagonista della democrazia che non voleva far altro che sostituirsi a Snow e governare, versando nuovo sangue. Questo personaggio non mi è mai piaciuta tanto che l’ho paragonata a Snow, e non mi sono sbagliata di molto … lei continua comunque ad essere più furba.
Il legame fra Peeta e Katniss nonostante le crisi causate dal depistaggio è forte, perché si salveranno comunque a vicenda una volta insieme in tanti modi. Katniss lo aiuterà a ricordare e anche Delly, l’amica di Peeta sarà un personaggio centrale nella storia che aiuterà il ragazzo a ricordare ciò che è vero e ciò che è falso. Nonostante le crisi e tutto ciò che accade si vede che Peeta ama ancora Katniss e che nulla potrà distoglierlo dal suo amore per lei, neanche il presidente Snow. L’evoluzione di Peeta e quello di Katniss mi sono piaciuti tanto; specialmente la crescita che ha avuto Katniss in questa trilogia è evidente. Il dolore ormai fa parte di sè ed è proprio questa sofferenza a darle la forza per non arrendersi e lottare. Lotta che Peeta farà ma a livello mentale infatti lui più volte cercherà di restitere al depistaggio per salvare la ragazza, e la sua crescita, la sua forza lo confermano uno dei personaggi più dolci e forti che ho mai conosciuto fino a questo momento.
Ci sono molti personaggi che devo citare che mi sono piaciuti molto, tra cui Finnick, Annie, Haymitch e molti altri che conoscerete. 
Se non avete ancora letto questa serie non vi resta che iniziare subito a farlo anche perché domani 19 maggio uscirà La ballata dell’usignolo e del serpente, il prequel di Hunger Games incentrato su Snow e credo che sia un pezzo immancabile per tutti gli amanti della saga!
Qui si seguito ci sono le copertine che sono uscite in ordine cronologico. Sotto vi sono anche altre due edizioni che racchiudono tutti i romanzi.
Valutazioni finali
  • Tempo impiegato: Due giorni.
  • Voto: 10/10. Il canto della rivolta è riuscito a distruggermi e risollevarmi ad ogni capitolo; come i precedenti è una droga da cui è impossibile staccarsi quindi non si può lasciare a metà perché si vuole sapere che cosa accade. 
  • Lettura: Scorrevole
  • Copertina: 10/10.  Uguale all’orginale, ricca di dettagli che ho apprezzato veramente tanto. Inoltre la nuova edizione ha una copertina meravigliosa! 
  • Ambiente: 10/10. Le descrizioni riguardo all’ambiente sono talmente tanti che che è impossibile non conoscere alla perfezione dove ci troviamo e che cosa accade intorno a noi. Impressionante è lo stile con cui la scrittrice descrive ogni cosa e la rende reale.
  • Personaggi: 10/10. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e abbiamo subito idea del loro carattere. Ci sono alcuni personaggi che mi sono entrati subito nel cuore, come Peeta e Katniss ma ce ne sono molti altri come Finnick e Hamytch che ho amati tantissimo. Mi è dispiaciuto perdere alcuni dei miei personaggi preferiti, ma sono stata felice che Gale sia stato allontanato, l’ho sempre trovato antipatico. Viva Peeta e Katniss sempre!
  • Storia: 10/10. Una storia cruenta, forte di un futuro violento che fa rifflettere. Un distopico che non può mancare nella libreria di ognuno di voi perché merita di essere letto. Inoltre è interessante capire l’organizzazione del distretto 13 e conoscere i nuovi personaggi.
Andate a leggere le recensioni delle mie colleghe e possa la fortuna esser sempre a vostro favore!

Buona Lettura!
A presto,
Beatrice

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3 commenti su “Review Party: Hunger Games. Il canto della rivolta di Suzanne Collins #3

  1. Bellissima recensione <3 anche per me questo terzo libro è stato il più emotivamente devastante, per non parlarfe di tutti gli intrighi che tengono viva la trama. Penso che la Collins non potesse mostrare la guerra in maniera più realistica di così

  2. Bellissima recensione <3 anche per me questo terzo libro è stato il più emotivamente devastante, per non parlarfe di tutti gli intrighi che tengono viva la trama. Penso che la Collins non potesse mostrare la guerra in maniera più realistica di così

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