Review Party : La Città d’ottone di S. A. Chakraborty

Buonasera lettori,
oggi porto alla vostra attenzione la recensione di un libro che da tempo aspettavo venisse pubblicato in Italia. Avevo già visto l’edizione inglese e avevo amato alla follia la copertina ma soprattutto la trama. Capite è un fantasy con un pizzico di romance e in tutto questo vi è l’oriente! Per me  questa è pura magia!
 Prima di procedere alla recensione ringrazio la Mondadori per avermi affidato il compito di organizzare il review party de La Città d’Ottone. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo a questa nuova avventura che non finirà qui. Ringrazio la mia amica Yelena Zerulo che gestisce il blog La libreria di Yely per stare al mio fianco in ogni evento! Infatti ci ritroverete tutti insieme in nuovi eventi perché l’unione fa la forza e aver trovato tante persone così brave e preparate con una grande passione per la lettura mi riempie di gioia. Ringrazio Alexia per aver realizzato la grafica per il blog e per instagram!

Titolo: La Città d’Ottone
Autore: S. A. Chakraborty 
Formato : Copertina rigida /  Ebook
Editore: Mondadori
Serie: Trilogia
La città d’ottone #1
Inedito in italia #2
Inedito in italia #3

Trama

EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

Opinioni personali ( No spoiler)
Conquistata dalla trama e in seguito dalla copertina non ho potuto far a meno di iniziare a leggere questo libro dalle tinte orientali, che dopo diverse avventure è riuscito a farmi innamorare  ancora di più dalla sua storia. La Città d’Ottone è il primo di una trilogia fantasy ambientato nel mondo arabo, che richiama per certi versi le fiabe de “Le mille e una notte” e il film disney Aladdin.  Questa storia fantasy ha creato in me una vera dipendenza. Amo le storie orientali ma ciò che mi è piaciuto tanto è proprio il fatto che sia ambientato in Egitto.
Come si aprende dalla trama, la storia si apre in Egitto nel XVIII secolo con Nahri una ragazza che seppur non crede nella magia, ha poteri immensi: è un abile guaritrice e sa condurre l’antico rito dello zar. In reatà lei è una piccola imbrogliona di talento che con i suoi giochi cerca solo un modo per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Così quando la sua strada si incrocerà con Dara, un misterioso guerriero dagli straordinari poteri deve rivedere alcune sue convinzioni . Fugono insieme attraverso sabbie calde e spazzate dal vento dove vi sono creature di fuoco, fiumi dove sono addormentati mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne dove i rapaci che non sono proprio ciò che sembrano. Qui si trova Daevabad la leggendaria Città d’ottone, dove il destino di Nahri è legato, anche se lei non è lo sa. Tra le mure intrise di incantesimi … il sangue che può essere pericoloso quanto la magia più potente! Dietro le porte, dalle sei tribù vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono di poter riemergere. Proprio con l’arrivo inaspettato di Nahri si rischierà di scatenare una guerra che da secoli era tenuta sotto controllo.

La lettura di questo libro all’inizio è veramente lenta e faticosa a causa delle infinite ed interminabili spiegazioni che hanno messo all prova i miei nervi, soprattutto la mia pazienza. Sono grata del fatto che almeno queste spiegazioni erano utili a noi per capire meglio la politica, la cultura e tutto quanto ciò che ci circonda. Dettagli fondamentali per immergerci  e conoscere meglio Daevabad, compreso tutto il suo sistema e le sue tribù.
Nonostante questo, è proprio grazie a queste esaustive spiegazioni se uno si innamora de La Città d’Ottone con la sua ambientazione mediorientale, affascinante e magica. Curioso ed originale è come Chakraborty sia riuscito ad aggiungere i dettagli della cultura araba con le sue affascinanti tradizioni in un fantasy che ha basi quasi reali se non vi fosse presente la magia. Si nota quanto si sia impegnato l’autore nella ricerca dei dettagli per far sì che il lettore sentisse le atmosfere orientali. Io non ho mai letto un libro orientale, anzi li avevo proprio evitati perché nessuno aveva mai attirato la mia attenzione. Questa volta, però, ho voluto dare una possibilità a questa storia notando soprattutto quanto l’autore abbia cercato di renderla intrigante e decisamente diversa da molti fantasy.
Quando si inizia questo libro infatti sembra un di genere storico, se non fosse per gli elementi fantasy che lo caratterizzano e per come la storia poi si sviluppa. Non nascondo infatti che si tratta di un libro abbastanza complesso specialmente nelle prime duecento pagine, quindi non è una storia da prendere alla leggera. La Città d’Ottone è un libro che si fa conoscere piano piano.
Come dicevo, sono presenti tribù, vicende storiche, termini orientali ( vi è un glossario a fine libro), si parla di religioni, tradizioni e leggende che danno un senso alla storia e riescono a farcela comprendere, anche se è veramente difficile ricordarsi tutto. All’inizio risulta tutto un po’ confuso e diverse volte sono tornata indietro perché avevo paura di essermi persa qualche passaggio. Mi sarebbero piaciute di più delle annotazioni a pie pagina piuttosto che un glossario a fine libro perché in ebook è un po’ difficoltoso.
Ho fatto fatica davvero a immedesimarmi in questo mondo, perché è ricco di dettagli e davvero credo che tutt’ora qualcosa mi sia sfuggito, e devo ammettere che non sia neanche facile spiegare tutto quanto.
La cosa bella è che grazie a due punti di vista dei due personaggi riusciamo a seguire diverse vicende, una riguardo il palazzo dove sta il principe Ali e, l’altro punto di vista, quello di Nahri la protagonista della storia che ha la vocazione di guarire le persone, ed è proprio a causa di un incidente che invocherà un antico guerriero, Dara ormai legato a lei e che entra a far parte dei protagonisti indiscussi del romanzo. Dara mi ha ricordato il genio della lampada che esaudiva i desideri e che era legato al suo padrone, in questo caso a Nahri.
I personaggi non sono naturalmente solo questi, ce ne saranno molti secondari degni di nota. Io non so come farò ad aspettare il secondo volume, sono troppo curiosa di capire come proseguirà specialmente dopo esser arrivati al finale!
Nahri mi è piaciuta moltissimo perché ammiro questa sua ricerca della conoscoscenza e mi pare un personaggio abbastanza maturo dato che cerca sempre di dare il meglio di sè perfino quando sbaglia- Sono specialmente curiosa di scoprire come evolverà  il personaggio durante i prossimi volumi. Mi piace perché è un personaggio che non si lascia andare e mi pare piuttosto forte.
Dara invece è un personaggio che ha assunto un comportamento non proprio carino nei confronti della protagonista e mi è piaciuto fino ad un certo punto, poi ho iniziato a non sopportarlo tanto, specialmente quando inizia a minacciare la protagonista e a fare cose che non intende fare. Un comportamento assolutamente sbagliato che più di una volta mi ha spinto quasi a prenderlo a pugni talmente mi faceva arrabbiare! Dopo un po’ sono riuscita a farmelo piacere per fortuna.
Insieme a Nahri, il mio personaggio preferito è Ali, un ragazzo dolce e forte  che mi ha fatta sorridere più volte per i suoi buoni principi nel difendere sempre il più debole. Un ragazzo d’oro che non ho potuto far a meno di amare alla follia, spero che nei prossimi libri continui con questo bel carattere che mi ha fatto innamorare di lui.
I personaggi non sono questi, come ho detto ce ne sono molti altri. Sono tutti tanto interessanti che in un modo o nell’altro arricchiranno la storia e la renderanno indimenticabile. La parte romantica è ben gestita è seppur un po’ troppo veloce, assolve il compito di farci innamorare irrimediabilmente di entrambi e a farci emozionare.
Spero di esser riusciva a farvi capire quanto questo libro mi sia piaciuto, ma anche quanto questo libro è stato faticoso da spiegare. Ripeto, parlarne non è affatto facile, dato che accadono tantissime cose. Lo stile della scrittura come vi dicevo è scorrevole ma allo stesso tempo un po’ complessa quindi non è una lettura da prendere alla leggera ma vi garantisco che vale la pena iniziare a leggerlo perché crea una bella dipendenza. Se siete amanti dell’oriente, se volete leggere un libro originale, se amate il film disney Aladdin o se avete letto le Mille e una Notte, La Città d’Ottone è il libro che fa per voi!


Valutazioni finali
  • Tempo impiegato: Cinque giorni.
  • Voto: 10/10
  • Lettura: Complessa
  • Copertina: 10/10.  Bellissima e uguale all’originale, mi pare sia uguale a quella inglese
  • Ambiente: 10/10. Le descrizioni riguardo all’ambiente sono talmente tanti che che è impossibile non conoscere alla perfezione dove ci troviamo e che cosa accade intorno a noi. Impressionante è lo stile con cui l’autore descrive ogni cosa e la rende reale. Oltre questo tutto il sistema è spiegato alla perfezione e non lascia spazio a dubbi o incertezze, perché ogni cosa è spiegata nei minimi dettagli.
  • Personaggi: 10/10. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e abbiamo subito idea del loro carattere. Ci sono alcuni personaggi che mi sono entrati subito nel cuore, come Nahri e Ali, ed altri che hanno faticato un po’ a entrare nel mio cuore come Dara. Mi sono piaciuti anche gli altri personaggi secondari che hanno dato un senso alla storia.
  • Storia: 10/10. Una storia magica dal sapore orientale che ci farà sognare tra le sabbie del deserto, le antiche leggende e tradizioni. Un fantasy che merita di esser letto non solo per i suoi personaggi ma per la storia che riesce ad incantare il lettore e a non lasciarlo mai.
Ora non vi resta che andare a guardare le recensioni dei miei colleghi per sapere che cosa ne pensano!

Buona Lettura!
Beatrice

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